Tokyo rilascia il capitano del peschereccio cinese

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Dopo 16 giorni di detenzione Tokyo il 24 settembre scorso ha annunciato la liberazione del capitano del peschereccio cinese, Zhan Qixiong, arrestato l’8 settembre in seguito alla collisione con due motovedette giapponesi al largo dell’arcipelago delle  Diaoyu (in giapponese Senkaku), situato nel mar cinese orientale, amministrato da Tokyo ma rivendicato da Cina e Taiwan. L’incidente, fonte di un’inaspettata tensione tra i due vicini asiatici, si è concluso con la decisione di non formulare un’accusa in considerazione dei legami tra Giappone e Cina, secondo quanto riportato dalla tv nipponica Nhk.

La controversia, che ha origine nello speronamento delle motovedette della guardia costiera giapponese, nasconde una competizione per la supremazia in Asia e lo sfruttamento di giacimenti di gas. Pechino rivendica le isole Senkaku in quanto già appartenenti all’area di difesa marina all’epoca della dinastia Ming, quindicesimo secolo a.c.; Tokyo per affermare la legittimità della situazione invoca il trattato stipulato con gli Stati Uniti nel 1972, con cui  fu riconsegnata al Giappone la provincia di Okinawa, includendovi anche le isole oggetto della disputa.

Dopo il 7 settembre, giorno dell’arresto, la crisi diplomatica ha portato alla sospensione da parte cinese dei contatti ministeriali e degli scambi di alto livello. Inoltre mercoledì scorso le autorità statali di sicurezza di Shijiazuang avevano arrestato quattro cittadini giapponesi per violazione delle normative in materia di protezione delle installazioni militari. Secondo quanto riportata dall’agenzia Xinhua, i quattro cittadini del Sol Levante stavano registrando “istallazioni sensibili”.

Nei giorni di escalation di tensione tra Cina e Giappone, secondo quanto riferito dal New York Times, la Cina avrebbe sospeso l’esportazione di “terre rare” in Giappone. Utilizzate come componenti per i veicoli ibridi, il sistema di difesa e le turbine eoliche, le terre rare sono i lantanidi con scandio e ittrio. Non ha tardato ad arrivare la smentita da Pechino “Non abbiamo mai messo alcun ostacolo alle esportazioni di terre rare” verso il Giappone”- ha dichiarato l’addetto stampa al ministero del commercio cinese, Chen Rongkai.
 

Il Levante

Tommaso Rossi

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