Toyota, crolla il mito dell’affidabilità giapponese?

 

Si allarga caso Toyota che ora ha trascinato giù anche la Borsa di Tokyo, appesantita dai pessimi risultati di Toyota (che ha lasciato sul terreno 3 punti percentuali, sull’onda dei problemi ai freni individuati sulla Prius, il modello ibrido che è stato l’auto più vendita in Giappone negli ultimi otto mesi). L’indice Nikkei ha chiuso perdendo 48,35 punti (lo 0,5 per cento) e si è collocato a 10.355,98 dopo che nel corso della seduta aveva perso oltre l’1,2 per cento.

Nulla è bastato a placare gli animi, né le scuse del presidente, né la campagna stampa di richiami, né la revisionee della stima degli utili.

D’altra parte il problema Toyota si sta estendendo a macchia d’olio e dopo aver travolo il Giappone è arrivato anche in Europa. L’azienda automobilistica nipponica a Toyota ha infatti reso noto che solo per il problema al pedale dell’acceleratore, registrato in alcuni modelli, la casa perderà circa 180 miliardi di yen (2,0 mild dollari) per il richiamo delle autovetture e le mancate vendite nell’anno finanziario in corso, che si conclude a marzo. Ma il costo totale dell’operazione dovrebbe essere di circa 35 miliardi di dollari. Un inferno, insomma.

 

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Che rischia di peggiorare per le durissime prese di posizione degli americani, inferociti per il fatto che la Toyota ha bloccato la produzione: il ministro dei trasporti Ray LaHood ha detto addirittura agli americani in possesso di una Toyota richiamata per problemi al pedale dell’acceleratore di “smettere di guidare l’auto” e recarsi subito da un concessionario per farla riparare.
“Non guidatele, portatele da un concessionario Toyota, che hanno un modo di ripararle”, ha detto LaHood in una audizione alla Camera dei Rappresentnati.

Il ministro dei trasporti ha aggiunto, parlando con i giornalisti dopo l’audizione, che prenderà “molto presto” contatto con il presidente della casa automobilistica giapponese Akio Toyoda per parlare dei richiami e dei nuovi poroblemi emersi ai freni della Prius. “Prenderò l’iniziativa di parlare con Toyoda molto presto, per fargli presente di come è grave la situazione e essere sicuro che capisca”, ha detto LaHood: “Sono certo che capisce ma non gli ho mai parlato. Penso che dobbiamo avere una conversazione diretta con lui”. Non solo: il ministro ha confermato anche che il Ministero dei trasporti sta studiando la possibilità di una multa contro la Toyota per il modo con cui ha gestito la questione dei richiami.

E già perché oltre al pedale dell’acceleratore che ha generato 8 milioni di richiami, ora ci sono anche i problemi ai freni spuntati alla Prius, l’auto ibrida più venduta al mondo. E la situazione rischia di essere pesantissima: Toyota, a differenza di Japan Airlines (Jal) finita negli hangar di una dolorosa bancarotta protetta, è la spina dorsale del sistema produttivo giapponese, il gruppo più importante per ricavi, capitalizzazione e occupati. Non un’azienda normale, ma qualcosa che (da sola!) vale il 10% del Pil nipponico.

E la crisi Toyota preoccupa anche i suoi concorrenti: il numero uno della rivale Mitsubishi, Masao Ohmichi, ha ammesso candidamente ammettere che il richiamo di 4,5 milioni d’auto deciso da Toyota per problemi al pedale dell’acceleratore ha tutto il potenziale per danneggiare la reputazione delle altre compagnie del Sol Levante perchè il leader nipponico è noto come leader nei veicoli d’alta qualità.

Come finirà? Crolla davvero il mito giapponese dell’affidabilità?

 

Fonte:  La Repubblica

Tommaso Rossi

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