Giappone boom produzione auto grazie a caro petrolio

Produzione di auto a livelli record per le case del Giappone, a riflesso di una forte domanda di modelli a bassi consumi che a sua  volta è la reazione ai rincari di petrolio e carburanti dei mesi passati. Oggi le maggiori case del Sol Levante hanno fornito i dati relativi a luglio, e a dispetto delle difficoltà che caratterizzano le vendite del settore – che risente pesantemente dell’inasprimento del mercato del credito seguito alla crisi innescata dai mutui subprime – si tratta di valori al rialzo.

Per Toyota – che ormai sta inesorabilmente superando l’americana General Motors diventando il primo gruppo globale – a luglio la produzione è lievitata del 10,2%, a quota 812.147 veicoli. Toyota è la casa più avanzata sulle auto ibride, quelle che combinano un propulsore elettrico con un tradizionale motore a scoppio per minimizzare i consumi, tra cui la Prius che sulla scia dei rincari dei carburanti ha assistito ad un boom di vendite.

Ritmi di crescita ancora più sostenuti per Honda, seconda casa nipponica, con un +17,7% a luglio a 342.152 veicoli. In questo caso la parte del leone l’ha fatta la supercompatta “Fit”, che negli ultimi nove mesi è l’auto più venduta sul mercato locale. Infine Nissan, l’alleata di Renault: in questo caso l’incremento della produzione ha addirittura sfiorato il 27%, a 315.975 veicoli con forti vendite negli Usa per le berline Maxima e Altima e su altri modelli sul mercato della Cina.

Crescita della produzione sostenuta anche per Mazda, con un +25,5% a 126.025 veicoli. L’unica casa nippon a registrare una flessione è Mitsubishi, un meno 0,9% a luglio a 113.538 veicoli prodotti.

Tommaso Rossi

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