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(0 votes, average 0 out of 5) Giappone boom produzione auto grazie a caro petrolio0 out of 50 based on 0 voters.
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News Dal Giappone -
Politica e Economia
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Scritto da Tommaso "masterplan2K5" Rossi
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Giovedì 04 Settembre 2008 10:04 |
Produzione di auto a livelli record per le case del Giappone, a riflesso di una forte domanda di modelli a bassi consumi che a sua volta è la reazione ai rincari di petrolio e carburanti dei mesi passati. Oggi le maggiori case del Sol Levante hanno fornito i dati relativi a luglio, e a dispetto delle difficoltà che caratterizzano le vendite del settore - che risente pesantemente dell'inasprimento del mercato del credito seguito alla crisi innescata dai mutui subprime - si tratta di valori al rialzo. Per Toyota - che ormai sta inesorabilmente superando l'americana General Motors diventando il primo gruppo globale - a luglio la produzione è lievitata del 10,2%, a quota 812.147 veicoli. Toyota è la casa più avanzata sulle auto ibride, quelle che combinano un propulsore elettrico con un tradizionale motore a scoppio per minimizzare i consumi, tra cui la Prius che sulla scia dei rincari dei carburanti ha assistito ad un boom di vendite. Ritmi di crescita ancora più sostenuti per Honda, seconda casa nipponica, con un +17,7% a luglio a 342.152 veicoli. In questo caso la parte del leone l'ha fatta la supercompatta "Fit", che negli ultimi nove mesi è l'auto più venduta sul mercato locale. Infine Nissan, l'alleata di Renault: in questo caso l'incremento della produzione ha addirittura sfiorato il 27%, a 315.975 veicoli con forti vendite negli Usa per le berline Maxima e Altima e su altri modelli sul mercato della Cina. Crescita della produzione sostenuta anche per Mazda, con un +25,5% a 126.025 veicoli. L'unica casa nippon a registrare una flessione è Mitsubishi, un meno 0,9% a luglio a 113.538 veicoli prodotti. |
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Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Settembre 2008 10:29 |
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(0 votes, average 0 out of 5) Aso Taro favorito alla successione di Fukuda0 out of 50 based on 0 voters.
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News Dal Giappone -
Politica e Economia
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Scritto da Tommaso "masterplan2K5" Rossi
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Mercoledì 03 Settembre 2008 08:05 |
Secondo media e analisti, l’ex ministro degli Esteri Taro Aso è il favorito alla successione del premier giapponese Yasuo Fukuda, che ieri si è dimesso nel secondo caso del genere in meno di un anno.Con un vuoto di potere che minaccia l’economia giapponese, sull’orlo della recessione, il 67enne Aso ha detto di essere il candidato ideale per assumere la guida del Paese.Se dovesse davvero diventare il nuovo premier giapponese, Aso sarebbe così l’11esimo primo ministro in 15 anni.
“Credo che (Fukuda) pensi che c’è del lavoro che non è stato ancora svolto e che vuole che venga fatto”, ha detto Aso nel corso di una conferenza stampa.
Fukuda, 72 anni, se l’è dovuta vedere con un Parlamento diviso in cui l’opposizione ha il potere di ritardare i processi legislativi.Fukuda, conservatore moderato, aveva assunto l’incarico di premier lo scorso settembre e il suo predecessore, Shinzo Abe, come lui si era dimesso dopo un solo anno. |
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Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Settembre 2008 17:22 |
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(0 votes, average 0 out of 5) Crisi politica: Fukuda lascia0 out of 50 based on 0 voters.
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News Dal Giappone -
Politica e Economia
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Scritto da Tommaso "masterplan2K5" Rossi
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Martedì 02 Settembre 2008 10:29 |
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Il premier giapponese Yasuo Fukuda ha annunciato oggi le proprie dimissioni in una conferenza stampa,
spiegando che “un nuovo quadro è necessario per attuare linee politiche di riforma”.
Fukuda ha aggiunto che è “il momento migliore per chiudere l’esperienza di governo in modo da non lasciare un vuoto politico”. Le dimissioni arrivano dopo nemmeno un anno dalle elezioni e segnano il punto terminale di un governo che fra dimissioni e rimpasti ha avuto una vita difficile fin dall’inizio.
Nella conferenza stampa convocata a sorpresa alla Kantei, la residenza del primo ministro, e trasmessa in diretta dalla tv pubblica Nhk, Fukuda ha ammesso di aver pensato alle dimissioni lo scorso fine settimana, a meno di un mese dal rimpasto di governo che ha portato al varo del Fukuda bis. Il premier ha anche invitato il suo partito, il Liberaldemocratico, a riunirsi per scegliere un nuovo presidente. |
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Ultimo aggiornamento Venerdì 05 Settembre 2008 02:20 |
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(0 votes, average 0 out of 5) Giappone, la trappola della recessione0 out of 50 based on 0 voters.
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News Dal Giappone -
Politica e Economia
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Scritto da Tommaso "masterplan2K5" Rossi
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Giovedì 10 Luglio 2008 22:45 |
I venti della recessione rinforzano. Adesso è l' Oriente il più colpito. L' Europa sembra già essersi messa al riparo con la sua stretta monetaria, la direzione è quella giusta. È il Giappone in particolare a dover fare i conti anche con le promesse mancate della Bank of Japan la quale, non intervenendo sui tassi, ha sostanzialmente fallito la "normalizzazione" della politica monetaria. Non è però tutta colpa del governatore uscente Fukui - che ha guidato il paese nel più lungo ciclo di espansione del dopoguerra con tre manovre sui tassi, un' enormità per il Sol Levante - se ora mancano i margini di manovra per contrastare la congiuntura, perché è lo stesso errore della Federal Reserve oggi di fronte ai subprime. Un' eccessiva serie di ribassi a catena che potrebbero portare il paese verso situazioni ingestibili come appunto la trappola della liquidità. Il Giappone si trova a dover affrontare la più brusca diminuzione da oltre 5 anni degli investimenti delle imprese. All' inevitabile revisione al ribasso dei dati preliminari sul Pil si aggiungono quindi le pressioni sui profitti aziendali provocati dai costi crescenti delle materie prime. Ulteriore incertezza viene dai palazzi della Banca del Giappone dove prosegue lo stallo al vertice tamponato dall' interim dell' anziano Shirakawa. Proprio in un momento così delicato di crisi internazionale l' istituto centrale a capo della seconda economia mondiale appare scoperto e vulnerabile per una vertenza politicoistituzionale. La Camera alta, controllata dall' opposizione, vive ormai di ostruzionismo e ha respinto anche il secondo candidato governativo. Come potrà la BoJ, con questo stallo al vertice, agire con tempestività sui tassi o tantomeno vigilare con efficacia? I listini quindi accusano il colpo e restano deboli sulla scia del 2007. Nikkei 225 e Topix non decollano frenati dalla crisi dei consumi, dell' edilizia e degli investimenti di capitale. Colpa anche del nuovo corso politico con l' arrivo di Yasuo Fukuda (successo a Shinzo Abe) e a tutte le turbolenze istituzionali che ne conseguono. La Banca Centrale poi, con la scusa dell' interim, ha rinunciato del tutto ad alzare il costo del denaro che magari avrebbe potuto contenere il contagio della crisi dei mutui americani. Questo ha portato ad un' abnorme divaricazione dei tassi a breve della curva verso gli Usa. Difficile uscirne: ora una riduzione del differenziale attraverso un rialzo dei tassi stimolerebbe troppo il carrytrade frenando così il recupero dello yen.
Repubblica.it |
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Ultimo aggiornamento Giovedì 28 Agosto 2008 12:42 |
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