Aokigahara: La foresta dei suicidi

E’ un caso che va avanti da tantissimi anni, parliamo della foresta di Aokigahara, tristemente nota per essere teatro di suicidi al ritmo di circa 30 l’anno a partire dal 1950 con un incremento negli ultimi anni pari a 70 / 80 suicidi l’anno.

Il “Mare di Alberi”,  così è chiamata questa foresta di circa 40 Km quadrati situata ai piedi del Monte Fuji, vista la grande quantità di alberi e arbusti che la rendono in certi punti impenetrabile e misteriosa.  Tutte queste caratteristiche inoltre le hanno fatto “guadagnare” l’ulteriore soprannome di foresta maledetta.

Il “posto perfetto per morire” così venne definita nel bestseller di Wataru Tsurumui “Manuale del perfetto suicidio”. La leggenda di Aokigahara ha radici già nell’800 quando iniziarono i primi suicidi di persone cadute in povertà o in grande disonore che con l’estremo atto “lavavano” l’onta della vergogna per non essere stati in grado di provvedere al sostentamento della propria famiglia.

Oltre alle motivazione reali ci sono anche delle teorie che legano la foresta maeldetta alla spiritualità e al simbolismo giapponese: la foresta ai piedi del Monte Fuji, sacro ai giapponesi, sarebbe abitata da fantasmi e spiriti senza pace detti Yurei, che impossessandosi dell’anima di coloro che transitano nella foresta li indurrebbero al suicidio contro la loro volontà.

Anche la letteratura e il cinema giapponese si sono interessati ad Aokigahara, dapprima con un famoso libro di Seicho Matsumoto in cui protagonisti sono intezionati a suicidarsi nella foresta, poi con un film del 2004, “Jyukai” del regista Tomoyuki Takimoto.

Il cartello nella foto che vedete all’inizio dell’articolo si trova all’entrata della foresta ed invita la persona a ripensarci e a chiamare la polizia prima di compiere l’ultimo gesto. Qui sotto potette trovare un interessantissimo documentario sottotitolato in inglese su Aokigahara.

 

Tommaso Rossi

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